Il concatenamento dei server di Dante 1.4 non conserva l'intero insieme di comandi SOCKS5. Il manuale supporta la selezione di un server a monte tramite blocchi route, con la sintassi di routing della configurazione del client, e ci sono tre vincoli da chiarire subito:

  • Comando: il concatenamento supporta TCP CONNECT. Una richiesta riuscita del browser non stabilisce UDP ASSOCIATE né BIND, anche se un'altra operazione della stessa applicazione ne ha bisogno.
  • Identità: quando la rotta a monte offre autenticazione con nome utente e password, Dante inoltra le credenziali ricevute dal proprio client. Questo è diverso dall'assegnare un account di servizio a monte separato.
  • Carico: il manuale documenta una scalabilità limitata e consiglia questa funzione solo per carichi di client ridotti.

Accetta esplicitamente il flusso di identità. La fiducia nella connessione in ingresso del client non stabilisce un trasporto cifrato per le credenziali inviate al proxy successivo.

Definisci i client consentiti, le destinazioni TCP e il carico previsto come il contratto reale della catena. Se l'applicazione richiede UDP, verifica l'associazione UDP e la consegna dei datagrammi su un percorso completo invece di presumere che l'etichetta SOCKS5 del server autonomo copra la rotta concatenata.

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